COFFEE BAR

 Come se foste comodamente seduti al tavolino del caffe a fare "due chiacchiere", abbiamo cosi' inteso  questo piccolo spazio, cercando di fornirvi alcune notizie inerenti all'attualita' e alcune curiosita'.


CHI INVENTO' LA PLASTICA E CHI LA REINVENTA OGGI BIODEGRADABILE

IERI
L'11 marzo del 1954 Giulio Natta appunta sulla sua agenda di laboratorio: "Fatto il polipropilene", è la data d'inizio di un processo che in pochi anni ha profondamente cambiato non solo il mondo scientifico e industriale, ma soprattutto la vita di noi tutti.
Giulio Natta, poco dopo aver realizzato il processo di sintesi del polipropilene in laboratorio, ne registra il brevetto e lo sviluppa industrialmente, nel gennaio del 1956 inizia la produzione industriale del polipropilene e nel 1963 riceve il Premio Nobel per la Chimica insieme a Karl Ziegler.  
Per la prima volta nella storia dell'uomo viene individuato il metodo con cui realizzare una materia esattamente come la si è progettata.
OGGI
Si chiama Catia Bastioli. È minuta, ha i capelli neri, come i suoi occhi, vivacissimi, e quando la incontri, rimani impressionato dalla sua energia, tutta fosforo e nervi, più da manager che da scienziato e infatti la Bastioli guida la Novamont, una società che dà lavoro a 170 persone, ha un fatturato diretto di 67 milioni di euro e indotto di 400 milioni e va bene in tempi di crisi.
La storia di Novamont affonda le radici nella scuola di scienza dei materiali Montedison, sviluppatasi a partire dalla scoperta del polipropilene da parte del premio Nobel Giulio Natta.
Nel 2007 la Commissione Europea l'ha premiata come Inventrice dell'anno, per i sacchetti di origine vegetale Mater-Bi, che assomigliano a quelli di plastica, con una differenza: quelli tradizionali impiegano da 100 a 400 anni per decomporsi e se vengono bruciati inquinano, i suoi, una volta usati, si dissolvono nella natura in poche settimane; "Il mio scopo non è solo di fabbricare e vendere un bene - spiega - bensì di promuovere un nuovo modello di produzione e riciclaggio di prodotti che nascono dalla terra e che alla terra ritornano, con il contributo di una chimica pulita".

COME SI FABBRICA LA CARTA

FABBRICAZIONE DELLA CARTA

Considerando il processo partendo dal legno, in questa fase il legno viene scortecciato , successivamente si formano delle paste rompendo in vari modi il legame . La materia prima è trasformata in polpa, una miscela concentrata di fibre. Le pasta viene poi sbiancata
Nelle moderne cartiere in continuo si procede facendo drenare la soluzione di pasta detta cellulosa dalla cassa di flusso attraverso una fessura larga quanto la macchina su una tela che scorre in continuo. Segue la pressatura che viene eseguita in continuo con dei rulli dotati di feltri: le fibre si compattano maggiormente ed il foglio subisce una laminazione
La carta in genere esce dal trattamento con una alta umidità. Infine il foglio viene essiccato passando ancora per una serie di rulli riscaldati che impartiscono un certa pressione al foglio rendendolo relativamente liscio.Da questo momento in poi il foglio imbobinato in grandii rotoli e’ pronto per le diverse lavorazioni industriali.

COME SI PRODUCE LA CARTA RICICLATA
Il processo produttivo della carta riciclata è simile a quello della carta normale ad eccezione per la fase iniziale. Mentre nel primo caso deve essere preparato un impasto dalla cellulosa, nel processo produttivo della carta riciclata è, invece, importante eliminare dalla carta da macero i residui di altri materiali (metalli, inchiostro, plastica, colla ecc.). Per fare questo la carta da macero viene spappolata e filtrata attraverso macchinari epuratori. Una delle fasi del processo di epurazione della carta da macero è la "disinchiostrazione" tramite il quale viene eliminato l'inchiostro stampato sulla carta Al termine delle procedure di epurazione si ottiene una pasta da carta che può essere utilizzata nel normale processo di produzione della carta, al pari della pasta da carta preparata dal legno vergine. Da questo momento in poi il processo produttivo della produzione della carta riciclata è il medesimo della carta normale.




COS'E' IL CONAI

Il Contributo Ambientale CONAI, stabilito per ciascuna tipologia di materiale di imballaggio, rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra Produttori e Utilizzatori il costo per i maggiori oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi. Tali costi, sulla base di quanto previsto dal Dlgs 152/06, vengono ripartiti “in proporzione alla quantità totale, al peso e alla tipologia del materiale di imballaggio immessi sul mercato nazionale”.

Entità del Contributo Ambientale:

Acciaio 15,49 Euro/t (fino al 31/03/2010) - 31,00 euro/ton (a aprtire dall'1/04/2010)

Alluminio 25,82 Euro/t (fino al 30/04/2010) - 52,00 euro/ton (a partire dall'1/05/2010)

Carta 22,00 Euro/t

Legno 8,00 Euro/t

Plastica 195,00 Euro/t*

Vetro 15,82 Euro/t**

*Dal 1° luglio 2009 il Contributo Ambientale per gli imballaggi in plastica è passato da 105,00 Euro/t a 195,00 Euro/t ed il 1° luglio 2010 passerà a 160 Euro/t.

**Dal 1° gennaio 2010 il Contributo Ambientale per gli imballaggi in vetro è passato da 10,32 Euro/t a 15,82 Euro/t.

Per informazioni contattare il Numero Verde 800337799.

Le norme consortili prevedono che le somme dovute da tutti i Consorziati, Produttori e Utilizzatori, siano sempre prelevate, sulla base di una specifica indicazione in fattura dell’ammontare dovuto sulla base del peso e della tipologia del materiale di imballaggio oggetto della prima cessione.

Per prima cessione si intende il momento nel quale:
• l’imballaggio finito passa dall’“ultimo Produttore” al “primo Utilizzatore”;
oppure:
• il materiale di imballaggio passa da un “Produttore di materia prima (o di semilavorati)” ad un “Autoproduttore”.

Inoltre le stesse norme prevedono che i materiali di imballaggio e gli imballaggi importati dall’estero siano soggetti al Contributo Ambientale in quanto il loro utilizzo darà luogo a rifiuti sul territorio nazionale.

Aspetti fiscali
Il Contributo Ambientale CONAI esposto nella fattura di vendita rientra nel campo di applicazione IVA e va assoggettato alla medesima aliquota degli imballaggi o dei materiali di imballaggio oggetto della cessione. Pertanto, in caso di cessione di imballaggi ai clienti che hanno presentato dichiarazione di intento ex articolo 8, comma 1, lettera c), del Dpr 633/1972, il Contributo Ambientale sarà applicato in esenzione IVA.